I conti in tasca
Categorie: Democrazia Cristiana, Italy
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La cagnara elettorale ha, qualche volta, il merito (soffocato d’altronde dal cumulo schiacciante dei suoi demeriti) di sciogliere imprudentemente la lingua ai più prudenti.
Per polemizzare con Lauro, De Gasperi ha dichiarato a Napoli: 1) che lo Stato ha liquidato al capitano ben due miliardi e mezzo di contributi statali per la ricostruzione della sua flotta; 2) che lui – Alcide – potrebbe ben «fare i conti in tasca» all’armatore e dire «quante tasse non ha pagato e deve ancora pagare».
La duplice confessione, perdutasi nel chiasso dei discorsi e discorsetti della settimana precedente il 7 giugno, è preziosa. Il primo punto voleva dimostrare agli ascoltatori quanto fosse generoso lo Stato italiano: in realtà, rivela come lo Stato italiano serva unicamente, al disopra di qualunque temporanea «fluttuazione ideologica», gli interessi dei più potenti e spregiudicati imprenditori. Il secondo voleva rincarar la dose delle virtù di mite e generosa tolleranza dell’autorità pubblica e di ingenerosità monarchica; è invece la confessione che Lauro può ben non pagare le tasse ma ciò non gli impedisce di rimanere sindaco di Napoli, di avere una splendida flotta e di distribuire spaghetti al sugo agli elettori, e lo Stato gli rivede le bucce solo a fini di propaganda elettorale, giacché sui versamenti mancati chiude tutti e due gli occhi.
Poiché siamo tutti liberi ed uguali, provi un po’ Pantalone a farsi dare i contributi statali «alla Lauro», o ad ottenere il favore di una citazione in pubblico discorso come contribuente moroso, senza vedersi in casa gli agenti del fisco!