Partito Comunista Internazionale

Cosa è avvenuto il 4 febbraio in Germania?

Categorie: Austria, Germany, Nazism

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C’è del nuovo in Germania! A prima vista di certo. Si bucinava che qualcosa di sensazionale dovesse accadere, perché da tempo il Führer restava muto ed impenetrabile come la Sfinge. La bomba è scoppiata il 4 febbraio. Hitler ha assunto la direzione suprema delle forze di terra, di mare, dell’aria. Il maresciallo von Blomberg, ministro della guerra, il generale von Fritsch, capo dell’esercito e 29 altri generali sono stati silurati. Goering è elevato al maresciallato. Von Ribbentrop è nominato ministro degli esteri al posto di von Neurath che alla sua volta diviene presidente del Consiglio Privato di nuova formazione. Un ampio movimento diplomatico investe i titolari delle ambasciate di Vienna, Mosca, Burgos, Tokyo e Roma.

Queste decisioni hanno messo in subbuglio la stampa mondiale ed hanno dato luogo a interpretazioni le più disparate, che partendo dai medesimi punti di vista, hanno motivato conclusioni diametralmente opposte. E questa volta, è giusto riconoscerlo, ci sono stati argomenti probativi per gli uni e gli altri.

Terza Rivoluzione del Reich – dopo quelle del 30 gennaio 1933 (ascesa di Hitler) e del 30 giugno 1934 (soppressione violenta di Roehm ed altri squadristi) – o semplici mutamenti che, se pur determinati dai contrasti che dilaniano, anche, e soprattutto i regimi «totalitari», non possono avere delle ripercussioni di grande portata e soprattutto immediate? Vittoria del nazismo estremista e totalitario di Goering e della Gestapo di Himmler sulla Reichswehr nelle leve di comando del terzo Reich in pieno assetto di guerra? O all’opposto vittoria della Reichswehr o almeno compromesso tra la «nuova» e la «vecchia» Germania?

Mettiamo anzitutto nei giusti termini il lato militare degli avvenimenti. La Germania, nell’accentrare in una sola persona tutti i settori della difesa, non fa che seguire l’esempio degli altri paesi, come la Francia ha fatto col generale Gamelin. Nei paesi «autoritari» è evidente che il predestinato non possa essere che il Duce o il Führer. Ma essi esercitano il loro potere delegandolo di fatto ad un «tecnico».

Tale è oggi in Germania il generale in capo von Keitel come in Italia lo è il maresciallo Badoglio. Più importante sarebbero le eventuali ripercussioni di carattere internazionale.

La Reichswehr sarebbe stata contro l’intervento in Spagna, contro l’alleanza col Giappone e soprattutto coll’Italia. Forte sarebbe stata in essa la corrente favorevole all’alleanza militare colla Russia. A tale riguardo si afferma con insistenza che la decapitazione dell’esercito rosso nell’U.R.S.S. sarebbe una conseguenza di questi contatti. In tal caso il maresciallo Tukačevskij e gli altri generali giustiziati come «agenti della Gestapo» sarebbero stati in realtà vittime della collusione von Himmler-Stalin!

Sarebbe stata questa opposizione coniugata della Reichswehr con i grossi industriali e i latifondisti ostili al piano dei quattro anni – il proletariato purtroppo anche in Germania è stato messo nell’impotenza assoluta dal tradimento del centrismo – che avrebbe spinto Hitler al suo intervento energico del 4 febbraio.

Se hanno ragione i sostenitori della tesi di una vittoria del nazismo estremista, la nuova orientazione dovrebbe significare, anzitutto un intervento più deciso in Ispagna – si cita a sostegno di tale ipotesi il telegramma del Duce – e eventualmente anche in favore del Giappone.

Un rinsaldamento nel contempo dell’asse Berlino-Roma-Tokyo. Ribbentrop, il nuovo ministro degli esteri, è indubbiamente il più anti-inglese e filonipponico della ciurma nazista.

Il nazismo che già trionfava nel settore economico dopo l’eliminazione del dottor Schacht, sarebbe divenuto oggi onnipotente anche nell’esercito e nella diplomazia.

Questa è l’interpretazione degli avvenimenti da parte del Fronte Popolare che, in assenza della risposta proletaria, punta sulla Reichswehr come già gli «antifascisti» nostrani puntarono sui… Savoia o sui generali «antifascisti» ed è poi anche quella degli sciovinisti arrabbiati che vorrebbero la guerra immediata contro la provocazione teutonica.

Ma d’altra parte si possono contrapporre vari elementi negativi. Von Blomberg era un filo-nazista quanto Fritsch ne era un tiepido sostenitore. Goering non è divenuto il dittatore militare come era riuscito divenirlo dell’economia, ma resta subordinato a Keitel e neppure von Himmler ha ottenuto gli interni.

Von Neurath se è stato allontanato dagli esteri, è divenuto il presidente del Consiglio Privato dove la Reichswehr ha voce in capitolo.

Da quanto abbiamo riportato risulta che gli avvenimenti del 4 febbraio hanno, a nostro avviso, una portata inferiore di gran lunga di quanto si vuole far credere.

I contrasti interni del regime nazista in Germania – come quelli del fascismo in Italia – potranno essere contenuti finché il proletariato sarà, come lo è purtroppo oggi, impossibilitato a scatenare la sua risposta di classe. Ed allora si troverà di fronte tutte le forze della conservazione borghese, dal nazismo alla Reichswehr… al centrismo e tutte le dovrà spazzare via per poter realizzare la sua vittoria.

Mentre andiamo in macchina gli avvenimenti di Austria dove, colla entrata dei nazisti nel governo, si è giunti ad una forma larvata di Anschluss potrebbero rappresentare una prima conseguenza del 4 febbraio. L’adesione o almeno la non opposizione dell’Italia significherebbe allora un altro esempio della solidarietà economica o politica tra i vari imperialismi alla quale sacrificano certi contrasti che sembravano inconciliabili.