الحزب الشيوعي الأممي

Il sabotaggio della lotta dei ferrovieri

المحاور: CGIL, Italy

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Nei giorni 17 aprile e 22 maggio due scioperi dei ferrovieri di 24 ore sono stati indetti ed immediatamente revocati dalle direzioni sindacali tricolori, senza che in generale i lavoratori avessero ottenuto qualcosa che perlomeno giustificasse la rinuncia alla lotta (…aleggiavano voci della loro sospensione addirittura alcuni giorni prima che ciò avvenisse, quasi fosse tutto previsto…).

I due scioperi avevano due motivi diversi: il primo «verteva» principalmente su scala mobile, assegni familiari e pensioni, sospeso dopo un accordo sbandierato ai quattro venti come positivo, ma che in realtà, come già abbiamo scritto nei numeri precedenti (n° 10/6/75), non garantiva che la perdita da parte degli statali di ben 94.200 lire in un anno, oltre ad essere anche molto misero nel modo di valutazione del punto di contingenza: 948 lire nel 1978, mentre l’inflazione internazionale galoppa con ben altro passo.

L’accordo non ha entusiasmato molto i lavoratori e, mentre a Roma si sono avuti addirittura due giorni di sciopero spontaneo, magnifiche manifestazioni di lotta che rimangono però isolate per l’aperto sabotaggio da parte dei sindacati confederali, in altri luoghi si sono avute lettere di gruppi che protestavano, regolarmente cestinate dai vari bonzetti anziché essere esposte, e, infine, in tutte le assemblee si sono avute dichiarazioni favorevoli a continuare la lotta e a non accettare l’accordo. Ma queste assemblee che statutariamente dovrebbero servire per avere l’opinione definitiva dei lavoratori (…sono fatte quando meno personale è disponibile, dati i turni, con la presenza di circa il 10% degli interessati), non sono e non saranno che un pro-forma finché non ci si deciderà a far volare dalla finestra i vari bonzetti inviati e pagati per far da pompieri in ogni momento, i quali quando non hanno l’approvazione, con molta disinvoltura rispondono che oramai «l’accordo è già stato firmato» (questo le direzioni sindacali lo potranno fare finché il movimento resterà così blando, ci penseranno, comunque, le condizioni economiche che peggiorano sempre ad acutizzare lo scontro di classe).

Lo sciopero del 22 maggio aveva come scopo principale l’aumento degli organici; sospeso perché si dice si era giunti ad una «ipotesi di accordo»; fattostà che ora, giunti al periodo estivo, i ferrovieri si trovano a pagare le proprie ferie con un superlavoro, perché, pur mancando personale, i treni continuano a viaggiare, anzi sono aumentati di numero; così si ha: i manovratori che a costo della loro stessa incolumità fisica devono correre da un binario all’altro portando carrozze; il personale dei treni che si trova ad avere in consegna un numero di vetture impossibile da accudire dal punto di vista della sicurezza stessa… E allora?… si è sospeso lo sciopero proprio dicendo che si avrebbe avuto più personale. Cosicché a questo attacco del padrone-Stato alla stessa incolumità dei ferrovieri essi sono costretti a rispondere lottando reparto per reparto mentre i bonzetti fanno di tutto per ostacolare le lotte lasciando i lavoratori isolati com’è accaduto per esempio per il personale di stazione di Firenze S.M.N. che si è trovato solo mentre gli altri ferrovieri sapevano poco o niente. I casi come questi sono molti e non tutti conosciuti ma ne bastano alcuni esempi per mostrare quanto siano fetenti le direzioni sindacali filostatali. Eccone due: Sciopero dei macchinisti, l’azienda al loro posto usa personale militare del genio ferrovieri, il sindacato non mobilita l’intera categoria, lascia fare facendo così fallire in gran parte lo sciopero. Sciopero dei verificatori, l’azienda fa eseguire la prova del freno ai capotreni i quali protestano, lo stesso accade in caso di sciopero delle biglietterie: l’azienda fa rilasciare i biglietti ai conduttori in treno; il sindacato guardandosi bene di estendere la lotta, dice che non bisogna aumentare il disagio dei «viaggiatori» e dietro lo schermo del non andare contro «l’opinione pubblica» ostacola ogni possibile rivendicazione salariale; ma ad un sindacato di classe l’unica opinione pubblica che dovrebbe interessare è quella degli operai, e appunto è ad ottenere la solidarietà operaia che dovrebbe tendere una organizzazione sindacale che serva gli interessi del proletariato.

Per contentino al malumore generale dei ferrovieri che vedono sempre più svalutati i propri salari si fanno scioperi-manifestazione di 15 minuti che in generale sono assorbiti dai ritardi che già i treni hanno o che sono recuperabili lungo la corsa. Così sempre con in bocca l’opinione pubblica, che essi stessi spesso scatenano contro la classe operaia con la scusa delle «lotte corporative in un momento difficile…», i sindacati impediscono che si facciano lotte salariali globali e fanno vertere ogni possibile rivendicazione verso l’aumento delle competenze (cioè sul cottimo) dicendo impossibile un elevamento dei salari base che sono veramente di fame (salario base circa 75-80.000 lire più varie voci accessorie che lo portano a 140-150 mila lire) perché altrimenti «con tutti i disoccupati che ci ritroviamo sarebbe una vergogna», e così, chi lavora deve stringere la cinghia mentre i disoccupati aumentano lo stesso. Ma a questo punto si pongono a proposito le nostre rivendicazioni di aumenti salariali inversamente proporzionali per i peggio pagati e di salario integrale per i disoccupati; e a chi ci risponde che con questo metodo si livellerebbe una categoria di lavoratori con responsabilità molto diversificate, l’ambiente ferroviario è proprio di esempio, infatti in esso vengono pagati meno quelli che hanno più responsabilità diretta o che fanno i lavori più rischiosi, quelli cioè che in caso di incidente subiscono l’immediato arresto preventivo, mentre l’azienda se ne lava le mani (non paga nemmeno l’avvocato), e sempre in un lavoro come questo dove, con una qualifica inferiore si può svolgere le funzioni di quella superiore senza però usufruirne interamente dei benefici e senza alcuna sicurezza, visto che quando non ne ha più bisogno, l’azienda ti ributta da dove sei venuto. E le direzioni sindacali che fanno?… Non fanno che dire che la posizione dei ferrovieri è di privilegio, «senza nessun padrone», e lo Stato borghese che cos’è?… cambia il nome ma il succo è lo stesso! e con 200.000 lire al mese e turni che possono anche raggiungere le 11 ore di lavoro continuato non si può certo vivere tranquilli.

Non riusciremo ad ottenere niente finché non ci sbarazzeremo di chi frena le nostre rivendicazioni e non ricostruiremo un sindacato rosso che lotti veramente per i nostri interessi di classe contro gli interessi dell’economia nazionale, dello Stato borghese.