Partito Comunista Internazionale

Secondo tempo di una “rivoluzione”

Categorie: Bolivia, Nationalization

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Demmo notizia a suo tempo del riuscito colpo di mano compiuto in Bolivia lo scorso aprile-maggio di quest’anno, dal Movimento Nacionalista Revoluzionario di Victor Paz Estensoro, e nello scorso numero ne illustrammo altri aspetti « inediti ». Poichè tuttavia di questo avvenimento la stampa staliniana fa uno dei pezzi della sua opera di disorientamento dei proletari, crediamo utile ritornarvi sopra, tanto più trattandosi di un argomento – quello delle nazionalizzazioni – su cui l’opera di raddrizzamento teorico e politico non sara mai abbastanza intensa.

La presa del potere avvenne – come ricordammo – mediante una feroce lotta armata che costò migliaia di vittime, per lo più appartenenti alla classe operaia, e in special modo ai minatori che laggiù ne costituiscono il nerpo. Facemmo notare allora la curiosa gara in cui si trovarono impegnati, nel caratterizzare il contenuto sociale e politico del rivolgimento, e la stampa stalinista e quella missino-fascista e, dulcis in fundo, la trotzkista. Per gli stalinisti dell’Unità, per cui ogni anti-americanismo fa brodo, si trattò di una vittoria del « popolo, della democrazia, della pace »; per i mussoliniani di Asso di bastoni le simpatie politiche del Movimento Nazionalista Rivoluzionario per il Regime di Peron e le affinità ideologiche e la comune milizia con il falangismo spagnolo della « Falange Socialista Boliviana », organizzazione affiancante il partito di Paz Estensore, la diagnosi fu che aveva vinto il fascismo; per i nè pesce nè carne della trotzkista Bandiera Rossa rimase assodato che si trattasse di una autentica rivoluzione compiuta dalla piccola borghesia e dal proletariato indigeno!

Sapete il perche di tutto questo guazzabuglio? Eccolo: il regime di Paz Estensoro era fautore della nazionalizzazione delle miniere di stagno, la principale risorsa del paese, tradizionalmente controllata da Wall-Street. E infatti la nazionalizzazione è avvenuta: la firma del decreto ebbe luogo con la solita messinscena demagogica nel centro minerario di Catavi, il 31 ottobre. Per comunisti e trotzkisti ció basta, anzi supera, per definire « rivoluzionario » il regime di Paz Estensoro, il quale del resto tale epiteto se lo aggiudica da sé. La stampa stalinista ha esultato, ma non ha detto che il governo « rivoluzionario » di La Paz si affrettò a suo tempo a pagare gli indennizzi ai proprietari delle miniere, nè ha spiegato in qual modo il governo boliviano avrebbe inferto un fiero colpo allo « imperialismo americano », visto che lo stagno ora nazionalizzato dovrà pure essere esportato e, gira e rigira, venduto ai medesimi acquirenti di prima, cioè americani, inglesi ecc.

Se non sbagliamo, il petrolio famoso di Mossadeq non ha fatto una diversa fine. Ci vuol altro che una insignificante firma di decreto per danneggiare il mastodonte americano che si mantiene, fino a prova contraria, facendo pesare nei rapporti internazionali la sua enorme potenza finanziaria e industriale.

Ma poi, via, una nazionalizzazione è in se stessa un fatto rivoluzionario? Sentite ciò che diceva in proposito un giornale di indubbia ispirazione capitalista, il Tempo, in un corsivo di commento alla relazione Scelba alla Camera sul Bilancio degli Interni: « La posizione dei partiti comunisti … non è resa anormale dalla loro dottrina economico-sociale … Sul piano della dottrina politica e dell’economia, non solo è lecito, ma è necessario che ci siano difensori della statalizzazione, della gestione pubblica dei mezzi di produzione e di tutte le altre dottrine che vanno sotto il nome di «socialismo». Il laburismo inglese espropriò e statalizzò perfino le macchine dei camionisti … Eppure nessuno per questo ha bandito crociate antibritanniche».

Evviva la sincerità! Bravo il Tempo che non si dichiara anti-comunista per le statalizzazioni! Eppure le nazionalizzazioni che non spaventano il borghesissimo Tempo assurgono a grande fatto rivoluzionario nelle meningi di stalinisti e di trotzkisti.

A La Paz nulla è mancato alla carnevalata demagogica. Hanno fatto montare la guardia al Palazzo del Governo da picchetti di minatori e di operai. Il vice presidente della Federazione sindacale mondiale, Lombardo Toledano, collega di Di Vittorio, ha assistito alla solenne cerimonia della firma del decreto di nazionalizzazione. In tempo di guerra fredda con l’America, tutti i nemici e rivali di Wall-Street sono amici di Mosca, anche i fascisti all’occorrenza. Durante la seconda guerra mondiale era vero il contrario. Peggio per i fessi …