Partito Comunista Internazionale

Tito e Churchill

Categorie: Jugoslavia, Titoism, UK

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Grande scandalo, [parola illeggibile] noi, per la visita di Tito in Inghilterra e per l’esibizione di stretta amicizia che i governanti britannici hanno organizzato durante il fausto evento. Qualcuno ha sorriso o si è meravigliato dell’idillio fra conservatori e « comunisti »; ma Tito non è comunista, seppur dice di esserlo. Altri ha parlato, ancora una volta, di perfida Albione.

E tuttavia, che c’è di nuovo? In tutto il corso della II guerra mondiale, l’Inghilterra ha puntato sulla carta jugoslava, ed è arcinoto che Churchill preferì aiutare la gallina Tito, nonostante le presunzioni di profonde differenze ideologiche, piuttosto che il problematico uovo di re Pietro. Altrettanto noto è che la « strategia » britannica nel 1943-45 fece perno appunto sull’utilizzazione del trampolino italiano per una penetrazione nei Balcani, e che lo Stato Maggiore di Churchill insistette invano perché la guerra nella penisola fosse considerata solo come preludio ad una saldatura tra eserciti occidentali e guerriglieri titisti.

Questa direttiva rispondeva a linee d’interesse e di forza permanenti nella politica britannica, quelle stesse linee che avevano suggerito nella prima guerra mondiale l’impresa di Gallipoli, che nella seconda hanno spinto all’occupazione – militare prima, politica poi – della Grecia e al corteggiamento della Turchia, e che fanno dell’Italia, per Londra, un semplice punto di appoggio verso altri orizzonti.

Staccatosi Tito dal Cominform, era ovvio che la pedina jugoslava facesse gola all’Inghilterra, in parte d’accordo in parte in concorrenza con l’America, e assumesse valore ben più tangibile della pedina italica. Sulla bilancia dei « servizi », lo Stato italiano vale meno di quello jugoslavo: è questione di rapporti di forza, e non c’è barba di uomo di Stato che possa cambiarla.

Semmai, bisognerebbe dire: Lo sapevate fin dal principio; e aggiungere: Anche sapendolo, non potevate far diverso, perché siete semplici carte in un gioco condotto dai grandi e, non potendo (e non desiderando) altro che servire, dovete stare agli ordini del padrone. Inutile, per la borghesia italiana, piangere sul latte versato. Tanto più che, bene o male (e prestigio a parte), ci vive sopra.