La reazione antioperaia in Ispagna
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Come in Italia. Come in Germania. Il governo repubblicano di Valenza e di Barcellona picchia nel mucchio. La riconoscenza non è né può essere nelle regole di vita del capitalismo. I proletari hanno risposto con entusiasmo nel luglio 1936 all’appello alle armi per la guerra antifascista: oggi il governo antifascista mitraglia gli operai malgrado essi non abbiano cessato di voler continuare a combattere contro Franco. Perché? Perché gli operai continuano ad illudersi ed a credere che sia la loro guerra quella che è l’affare dei loro nemici, come lo provano tutti gli avvenimenti militari: dalla vittoria come dalla sconfitta è sorto un accanimento più grande del capitalismo contro le masse, ed oggi i frutti della guerra si manifestano più chiaramente ancora giacché con un terrore più selvaggio ancora di quello di Franco, Negrin e Companys si gettano contro gli operai.
Analogamente. Nessuna riconoscenza ha il capitalismo verso POUM ed anarchici che, dopo aver permesso al capitalismo di restare in sella nel luglio 1936, ancora oggi proclamano la necessità della più grande concentrazione per la guerra. Come in Italia ed in Germania i socialisti che avevano salvato il capitalismo e volevano prendere il posto del fascismo per continuare a difendere gli interessi della borghesia, in Ispagna, POUM ed anarchici non possono sottrarsi alla legge inesorabile della storia che vuole che con la violenza siano spacciati dal capitalismo quelli che furono i servitori di ieri e che non convengono più.
La nostra frazione ha combattuto POUM ed anarchici con estremo vigore. Essa continua a combatterli ancora oggi perché la loro politica già carica di responsabilità è foriera di nuovi massacri proletari. Ma la nostra frazione è al suo posto per fare fronte al nemico anche quando questi minaccia i suoi ex nemici del POUM e della C.N.T.
Sono centinaia e centinaia i proletari esposti alla peggiore repressione da parte del governo antifascista. Questi proletari sono i fratelli degli altri che combattono nei paesi fascisti e nella Russia sovietica.
La nostra frazione che si trova nell’impossibilità di partecipare ad iniziative provenienti da tutte le altre formazioni politiche per il fatto che esse sono state associate alla manovra capitalista che ha sfociato nella guerra imperialista, che a causa di questo si trova costretta all’isolamento anche in questo campo, solleva di fronte ai proletari di tutti i paesi, la necessità di opporsi con estrema energia al massacro di Barcellona, al processo contro il POUM, agli altri che dovessero susseguire, la necessità di determinare un movimento di solidarietà per arrestare l’ascia antifascista che abbatte la sua lama per conto e negli interessi del capitalismo mondiale.