Partito Comunista Internazionale

N. 100

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Sartre, il capo spirituale degli esistenzialisti francesi, per l’effetto di chissà quali oscure disfunzioni di ghiandole, sta operando un’ennesima virata politica, questa volta a favore dello stalinismo di Gallia. Dalle colonne dell’Unità, che ne danno notizia, si comincia a sentire pertanto puzzo di gabinetto di decenza, lo stesso che spira gradevolmente dalle opere del famoso « litérateur », celebranti il trionfo della deboscia, delle perversioni, perfino della pederastia, secondo un costume che ormai è comune, tranne qualche eccezione, a tutti gli esponenti della letteratura borghese. Il che spiega esaurientemente l’enorme successo di tiratura e di cassetta, che Sartre e soci godono nelle alte sfere della « buona » società parigina.

Fu una produzione teatrale del Gran Lama degli esistenzialisti (leggi teorizzatori e praticanti della libertà … dalla sanità mentale), ad aprire le ostilità della stampa staliniana di Parigi. Il titolo era: «Mani sporche », e l’assunto che gli sporcaccioni sono gli stalinisti. Figuratevi le esplodenti indignazioni delle caste susanne dell’Humanité: Sartre fu immediatamente incluso nella lista dei rifiuti umani, il che non era poi una troppo eccessiva accusa. Sia detto per inciso, la classe operaia, una volta padrona del potere, potrà tranquillamente mandare ai lavori forzati il 95 per cento degli artisti, scrittori, letterati, poeti ecc. presenti sul mercato della carta stampata da almeno 50 anni, e bruciare tutta quanto la loro produzione, salvo alcuni esemplari da usare come reperti criminali, senza che la famosa cultura ne abbia minimamente a soffrire, perche costoro rimasticano, riducendo a pottiglia nauseabonda, tutto quanto la intellettualità borghese aveva da dire e ha detto, nella sua età dell’oro …

Da un po’ di tempo. dunque, la stampa stalinista di Parigi, insozzandosi più che mai le mani, ritorna a blandire Sartre. Perchè? Per il semplice fatto che costui mostra di essersi messo sulla scia del neutralismo francese, e quindi del frondismo anti-americano. Ciò basta alla Direzione del P.C. francese per perdonare al letterato le sue non antiche vomitature di insulti e di oltraggi all’indirizzo dello stalinismo internazionale. Così, abbiamo letto su una gongolante Unità (4-11-52) la notizia dell’adesione di Sartre, e di altri illustri (alla faccia loro) nomi dell’intelligenza parigina, ad un appello contro le « persecuzioni anticomuniste » …

Quesito: chi sono gli esistenzialisti più porci, quelli di Sartre, o gli altri che sotto diversa etichetta militano nel partito stalinista di Francia? E le « mani sporche » chi le aveva allora? Meglio chiudere con l’interrogativo, ed uscire fuori a respirare aria pura e inodora.