Il massacro a Gaza è specchio della ferocia della borghesia internazionale
Categorie: Capitalist Wars, Palestine
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Sull’altra sponda del Mediterraneo, a solo qualche migliaio di chilometri di distanza dal mondo cosiddetto “civile” che assiste indifferente, si sta attuando il massacro dei palestinesi intrappolati nella città di Gaza, ridotta ormai ad un cumulo di macerie.
Alle decine di migliaia, già uccisi sotto i bombardamenti e le incursioni dell’esercito israeliano, si sono aggiunte, in sole 48 ore, altre 700 vittime e un migliaio di feriti, la maggior parte donne e bambini che con enormi difficoltà possono essere soccorsi e curati, con le strutture sanitarie al collasso e gli ospedali distrutti, quando anche i rifornimenti alimentari sono stati nuovamente interrotti.
Negli ultimi giorni l’esercito israeliano è di nuovo entrato nella striscia, prendendo possesso della città di Rafah, i cui abitanti sono stati costretti a fuggire. Nuovi massacri e nuove deportazioni hanno trasformato quel territorio in un vero campo di sterminio.
È l’olocausto che, per analogia, ripete quello subito dagli ebrei da parte della Germania nazista, con la differenza che viene oggi operato con determinazione dal democratico Stato di Israele che in questi termini intende porre fine all’ingombrante presenza palestinese in territori su cui intende mettere le mani. Con la benedizione dalla più grande democrazia del mondo, gli Stati Uniti d’America, e l’acquiescenza delle altre potenze imperiali e degli stati arabi cosiddetti “amici”, responsabili essi stessi di feroci repressioni dei proletari palestinesi.
Sta al proletariato di tutto il mondo, oggi addormentato nelle metropoli del Capitale, il dovere di vendicare con la sua rivoluzione internazionale il genocidio dei fratelli proletari palestinesi che oggi preannunzia il massacro al quale esso stesso è destinato nel sempre più esteso conflitto imperialistico, se non riuscirà a contrapporsi alla guerra fra Stati, schierandosi unito sui fronti della sua guerra di classe.