Partito Comunista Internazionale

Il ridicolo che non uccide

Categorie: France, PCF

Questo articolo è stato pubblicato in:

Una volta si diceva che il ridicolo uccide; oggi si dovrebbe dire che il ridicolo allunga la vita. I due ministri francesi che, imbarcandosi per l’America in cerca di aiuti militari in Indocina e di soddisfazioni di prestigio in Europa, fanno perquisire sedi sindacali e arrestare organizzatori stalinisti, non credevano certo seriamente che misteriosi complotti mettessero in forse l’esistenza – stentata, per la verità – della IV Repubblica. Sapevano che gli stalinisti sono il baluardo della legge e le vestali del parlamento, e che singhiozzano, anche negli scioperi, ma non mordono. E tuttavia, hanno dovuto scegliere il ridicolo della persecuzione a vuoto, come moneta di scambio nelle trattative con Washington.

Ne risulta che, passato sulla memoria lo spolverino di qualche settimana, del tenebroso complotto non si parlerà più. Devono esserne convinti gli stessi « perseguitati », – loro, anzi, prima di chiunque – se non hanno reagito all’offensiva nemmeno con uno straccetto di manifestazione al cronometro. Segno di debolezza? Tanto quanto la mossa governativa. Coscientemente o no, i due « avversari » servono le esigenze di un gioco comune: sono i pagliacci nazionali e locali delle Corti mondiali d’Occidente e di Oriente. Si scambiano botte, ma sono botte di cartapesta. Alla classe dominante occidentale lo stalinismo è necessario: sono i « circenses » che condiscono il pane asciutto delle grandi masse. Guai se, un giorno, cessassero di svolgere la loro funzione.

Tornati carichi di doni e di allori, i due ministri potranno dare al mondo un esempio di longanimità, e archiviare il gesto della vigilia. Le farse hanno sempre due atti: uno tragico ed uno comico. Ed è al secondo che cala il sipario.