Primo comandamento: uccidere
Categorie: Capitalist Wars, Korea, USA
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È risultato da inchieste svolte da alti ufficiali americani che la percentuale dei soldati U.S. che, in azioni di guerra, sparano, è estremamente bassa. Oscillò durante la II guerra mondiale fra il 12 e il 25 per cento: durante la guerra in Corea segnò un lieve « miglioramento » (25-35 per cento) ma i casi di interi effettivi di divisioni che hanno ceduto senza sparar colpo agli attacchi avversari sono stati tutt’altro che infrequenti. E la cosa ha fatto scandalo.
Non vogliamo azzardare ipotesi sulle cause di questo scarso spirito bellicoso. Interessa molto più rilevare come le autorità militari americane intendano reagirvi, ad illustrazione del fatto che la « civiltà » capitalista segue dovunque gli stessi criteri e si muove in tutti i paesi sullo stesso binario, in senso opposto alle sue vantate ideologie di rispetto ed anzi esaltazione della « personalità umana » e di rifiuto di ogni forma di totalitarismo. L’esercito americano si preoccuperà di sviluppare fra i soldati una « psicologia di massa » (mob psychology: ve le ricordate le sdegnose filippiche contro il « livellamento spirituale » provocato dal regime comunista?), e di condurli « a disfarsi della loro identità individuale » e a sentirsi parte di un gruppo verso il quale è « in certo modo giusto » che sentano il dovere di uccidere l’avversario (ricordate le lacrime sulla crudeltà e rozzezza della « coscienza di classe » coltivata nei proletari dal marxismo e, prima di questo, dalle condizioni obiettive di vita in regime capitalista?): inoltre, le unità in azione saranno dotate di « capi paterni » (fatherlike leaders) che i soldati considerino come sommamente forti, saggi e giusti, sicché ne accettino gli ordini anche quando questi vadano contro i tabù concernenti l’atto di uccidere »; insomma, di una nuova edizione di stregoni o capi-tribù investiti del compito altamente civilizzatore e cristiano di rendere perfettamente accettabile il massacro del prossimo (ve le sentite, le orazioni sulla difesa della « civiltà cristiana »?) e soffocare anche la più elementare reazione di disgusto del sangue.
Psicologia di massa, esaltazione del capo-stregone, o non erano le tanto deprecate ideologie del totalitarismo fascista, non sono le tanto condannate ideologie dello stalinismo? Ebbene, gli « antitotalitari » le fanno proprie in nome del supremo dovere di sparare. Il loro « paterno » amore della persona umana diventa « paterno » amore dell’assassinio organizzato e paterno orrore del comandamento cristiano. Certo, se si pensa che l’America possa un giorno non disporre di carne da cannone non-nazionale da mandare allo sbaraglio, e debba far sparare i suoi figli, è grave – nonostante il rispetto della persona umana e della libertà una e quadrupla – che solo il 25-35 per cento dei suoi fantaccini, nella migliore delle ipotesi, faccia fuoco! Un consiglio paterno: sparate! Buono da sapersi, per i proletari.