È l’Italia che aiuta l’America
Categorie: Italy, Partito Comunista Italiano, USA
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Il numero di febbraio-marzo (uscito però con notevole ritardo) di Notizie economiche, che è un periodico della catena controllata dal P.C.I., pubblica un non sensazionale grafico dal quale risulta che, contrariamente a quanto sostiene la propaganda governativa, l’Italia oltre che beneficiaria degli aiuti U.S.A. figura come preda di guerra delle truppe di occupazione e dei governi di America e Inghilterra. In altre parole, l’Italia, nonostante la inferiorità economica, ha dato più che ricevuto dagli Stati Uniti. Nulla di nuovo, dunque, sotto la dominazione dell’imperialismo. L’ammissione fatta dalla Direzione del P.C.I., tramite il comitato redazionale di Notizie economiche, si presta benissimo alla riprova di quanto noi abbiamo sostenuto, fin da quando gli eserciti anglo-americani ancora si attardavano al di qua della «Linea Gotica», circa l’operato politico dei partiti richiamantesi truffaldinamente alle tradizioni rivoluzionarie. Ma prima facciamo parlare le cifre.
Non sono nostre, l’abbiamo detto, le cifre. Nemmeno sono di Notizie economiche, che avverte, per provare falsa ogni eventuale accusa di tendenziosità, di averle ricavate dal Messaggero e da 24 Ore, giornali legati al Governo e agli ambienti affaristici, nell’autunno 1951. Da tali dati risulta che gli «aiuti» dati dagli U.S.A. all’Italia fino al giugno 1952, e cioè 333 miliardi di lire per aiuti durante la guerra, 507 miliardi in conto U.N.R.R.A. e A.U.S.A., 715 miliardi in conto E.R.P. e M.S.A., il tutto per un totale di 1.555 miliardi di lire, sono meno di un quarto del valore economico sottratto all’Italia dal governo degli Stati Uniti. Questi si sono presi qualcosa come 6.560 miliardi di lire. La distinta dei prelevamenti effettuati dal conquistatore americano si presenta così: per am-lire, cioè carta moneta stampata dal Governo Militare alleato, pagate ai soldati americani durante la guerra miliardi 860, per requisizioni fatte dai Comandi militari americani miliardi 2000, per rinuncia di crediti verso la Germania fatta dal Governo italiano a favore di quello americano miliardi 2.700, per risarcimenti pagati dall’Italia a cittadini stranieri (in prevalenza americani) per danni di guerra miliardi 1000. Fatte le non difficili detrazioni, Notizie economiche concludeva che l’Italia ha dato agli Stati Uniti 5.005 miliardi di lire. Tutta la catena giornalistica controllata dalla Direzione del P.C.I. ha rilanciato, con in testa l’Unità e l’Avanti, il grafico e la didascalia. Gli altoparlanti elettorali, essendo la televisione ancora in fase sperimentale, hanno fatto piovere le cifre, le somme e le sottrazioni sulle migliaia di ascoltatori accalcati nelle piazze di tutta Italia. Capovolgendo la servile propaganda dei partiti governativi, i tromboni dei partiti social-stalinisti hanno creduto di confondere i loro concorrenti alle poltrone ministeriali, ma, ciò facendo, si ferivano con le loro stesse armi.
Non contestiamo affatto quanto riporta Notizie economiche, anzi se questo periodico si accorgesse, dopo attento esame dei dati in suo possesso, di avere sbagliato i conti, per cui il valore delle ricchezze arraffate dagli Stati Uniti andrebbe aumentato, noi non troveremmo proprio niente da obiettare. Anzi, ce ne rallegreremmo, poiché ogni documentazione, ogni prova, del carattere e delle finalità imperialistiche della guerra americana costituisce essa stessa una prova del tradimento e dell’opportunismo dei partiti comunista e socialista, che degli Stati Maggiori anglo-americani, per non parlare di quello russo, furono in Italia la quinta colonna e i servitori politici. Comodo e facile per il P.C.I. è accusare il Governo De Gasperi di servilismo verso l’America. L’accusa non ha bisogno nemmeno di essere provata, tanto è evidente lo stato di soggezione del Governo di Roma alla super-centrale imperialistica di Washington, tanto è tangibile il regime semi-coloniale imposto all’Italia. Ma i comunisti e i socialisti hanno cessato, e non certo per loro determinazione, di fare parte del governo satellite italiano «solo» nella primavera del 1947. Orbene, a quell’epoca tutto quanto ora il P.C.I. imputa agli Stati Uniti di avere rapinato in Italia, era già stato prelevato. Le am-lire? Le vedemmo, mentre Togliatti faceva parte del Governo monarchico, all’indomani dello sbarco anglo-americano a Salerno. Con quelle comprammo il pane nero e la polvere di piselli. Le requisizioni dei Comandi militari americani? Ce ne accorgemmo mentre Nenni era ancora Ministro degli affari esteri nel Gabinetto De Gasperi, quando trovammo nelle fabbriche, salvate (così dicono) dai partigiani, le autorità militari dell’A.M.G.O.T., e le mense e i circoli degli ufficiali alleati e delle loro ganze installate nei migliori edifici della penisola, mentre noi si viveva nelle grotte. Lo stesso vale per le altre voci del bottino americano.
Illustrissimi mariuoli della Direzione del P.C.I., mentre l’America rubava a man salva in Italia, e lo stesso faceva la Russia annettendosi le proprietà italiane nell’Europa Orientale, voi teneste il sacco, fungeste da «palo», ricevendo in cambio le poltrone ministeriali, che non avete neppure saputo conservare! Ora osate gridare «al ladro». Che fortuna per voi che i vostri giudici siano uomini in istato di ubriachezza, cioè gli elettori votanti!…