Partito Comunista Internazionale

Guai ai non-vinti!

Categorie: Francoist Spain, Spain, USA

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L’inesorabile processo attraverso il quale i due grandi vinti della seconda guerra mondiale sono divenuti i capisaldi della strategia economica e militare dei vincitori occidentali ha fatto negli ultimi tempi due ulteriori passi – il successo del regime di Adenauer in Germania, l’accordo fra i due grandi partiti « non di sinistra » giapponesi per il riarmo -, e si è prolungato negli accordi fra Stati Uniti e Spagna. Su questi ultimi conviene trattenersi perché gettano una luce meridiana sulla gran commedia della difesa universale della democrazia.

In effetti, il regime di Franco, che allo scoppio della « crociata liberatrice » della seconda guerra mondiale figurava tra le più tristi espressioni del totalitarismo fascista e che si salvò dal crollo militare per aver saputo abilmente fiancheggiare l’Asse senza mai impegnarsi in un appoggio diretto e formale e trafficando contemporaneamente con gli Alleati, ha ottenuto con gli accordi firmati in questi giorni a Madrid quello che non avrebbe mai sperato in altri tempi di ottenere: l’elevazione a baluardo strategico della… democrazia occidentale, anzitutto; l’immissione, indirettamente o direttamente poco importa, nel circolo della vita politica internazionale fuori dalle perplessità di un neutralismo buono solo per i tempi di guerra, in secondo luogo. Dopo quasi due anni di negoziati estenuanti, nel corso dei quali Franco ha saputo far fare agli Stati Uniti la figura del postulante straccione e a se stesso quella del gran signore che si benigna di concedere e ha così ottenuto un successo di prestigio che pochi governi europei possono vantare, la Spagna franchista, già baluardo della reazione nella [parola illeggibile] democratica, si è assicurato [parola illeggibile], in cambio dell’uso di [parola illeggibile] e navali da rimettere in [parola illeggibile] dell’ordine di 226 milioni di dollari per l’anno fiscale 1953-54, di cui 141 in prodotti finiti militari e 85 per l’assistenza economica, oltre ai circa 200 milioni che le forze armate statunitensi dovranno spendere nella penisola per il riattrezzamento o la costruzione delle predette basi e, mentre dovrà mettere a disposizione tutte le sue risorse industriali per il rafforzamento della propria organizzazione bellica, ospiterà un contingente americano valutato a circa 10 mila uomini tra ufficiali e soldati.

L’accordo risponde al criterio strategico nord-americano di una difesa dell’Europa nel quadrangolo iberico, protetto da difese naturali e facilmente rifornibile via oceano, e avrà per effetto un consolidamento della struttura economica e delle attrezzature tecniche del Paese, oltre ad accrescerne il prestigio internazionale e la stabilità interna. La cosa potrà scandalizzare i credenti nella libertà, nella democrazia e negli eterni principii (anarchici compresi); in realtà, significa lo spregiudicato abbandono da parte americana di una delle tante sconce ipocrisie democratiche – quella dell’incompatibilità fra regimi totalitari e sedicentemente antitotalitari nel quadro della società borghese. O che forse l’Inghilterra e la stessa America hanno esitato ad accogliere fra i loro amici il regime dichiaratamente totalitario di Tito o, per rifarci al passato, il regime ultratotalitario di Stalin? O a salutare, per rifarci a un passato più lontano, l’avvento di Hitler al potere sulle macerie delle grandi organizzazioni operaie tedesche? Non gli eterni principii ed altre idee difendevano e difendono questi signori, ma la stabilità interna ed esterna del regime borghese e, in questa difesa conta e vale soltanto chi offre i maggiori vantaggi di strategia politica, militare ed economica. La crociata per la democrazia si fece nel 1914-18 con la Russia zarista e via di seguito; con tutto quanto si è detto, perché mai non dovrebbe essere fatta nel 1953… con [testo illeggibile].