A Gaza non cessa la mattanza
Categorie: Capitalist Wars, Israel, Middle East and North Africa
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- Inglese: The Slaughter in Gaza Does Not Stop
- Italiano: A Gaza non cessa la mattanza
Gaza, dove sono confinati milioni di proletari, si presenta oggi al mondo come un enorme campo di sterminio, concepito dall’imperialismo americano e dal suo braccio attivo in medio oriente, lo Stato di Israele, ma anche dai paesi arabi cosiddetti “fratelli”, per risolvere la cosiddetta “questione palestinese”.
Sono ormai ridotti alla fame centinaia di migliaia di abitanti, che sopravvivono fra le macerie delle città distrutte, avendo perduto la casa e i familiari, con gli ospedali e i centri di assistenza quasi rasi al suolo. Si muovono da un lato all’altro della Striscia, tallonati dall’esercito di occupazione, alla ricerca di un luogo dove rifugiarsi e di cibo per sfamarsi.
Gli scarsi rifornimenti alimentari che sono stati fatti entrare dal confine, vengono centellinati e distribuiti sotto il controllo di Israele. Ma questi centri di distribuzione sono anche diventati una trappola in cui gli abitanti vengono attratti per trovarsi di fronte il fuoco dell’esercito. Abbiamo notizie di decine e decine di disperati che vengono così massacrati ogni giorno.
Possiamo ancora una volta constatare che gli eccidi della popolazione civile, pianificati e messi in opera anche in Ucraina, sono un corollario della guerra imperialista che è in atto, oggi pur ancora frammentata in episodi sparsi nel mondo, ma con la prospettiva domani di estendersi e di coinvolgere le aree dei paesi più industrializzati del mondo, la stessa popolazione dei quali non sarà risparmiata dai massacri.
Gaza, e anche l’Ucraina, sono solo l’anteprima di quel che il capitalismo, nella sua fase imperialista, prospetta: fame, morte e distruzione, per sopravvivere alla sua crisi e ritornare poi, ringiovanito dopo l’apocalisse, a percorrere un nuovo periodo di accumulazione.
Solo la rivoluzione proletaria potrà interrompere questo ciclo perverso ed eseguire la sentenza di condanna di questa società e di questo modo di produzione, che la storia ha da tempo decretato.