Partito Comunista Internazionale

Primati italici

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Il Notiziario della Pesca, sotto il titolo «All’Italia il primato degli oneri sociali del lavoro» informa che in Italia detti oneri ammontano al 48,70% dei salari corrisposti, in Francia al 34,8, in Belgio al 22,76, in Germania Occidentale al 22, in Olanda al 19, in Grecia al 15, in Finlandia al 10,70, in Inghilterra all’8 e in Danimarca al 5,30. Da ciò conclude: «l’Italia è quindi all’avanguardia di tutte le nazioni europee nell’opera di previdenza e assistenza a favore delle classi lavoratrici».

Da questa conclusione, Il Timone del 5-12 aprile 1952 trae amare deduzioni sull’onere schiacciante che sopportano le nostre industrie per soddisfare le ingorde fauci dei vari I.N.P.S., I.N.A.I.L., I.N.A.M., I.N.A.-CASA ecc. ecc., perché infatti la «somma paurosa di contributi che opprime tutte le industrie, rendendo i nostri costi di produzione più alti di quelli stranieri, è destinata non già ad assicurare il benessere delle classi lavoratrici ma a garantire lauta e comoda vita a organizzazioni parassitarie le quali in Italia hanno assunto proporzioni enormemente superiori a quelle di altri paesi».

Dunque Il Timone «scopre» che è demagogia vantare certi primati di legislazione sociale, perché non è la classe operaia italiana a beneficiarne ma i parassiti burocrati di tutti gli istituti di previdenza. Il buon Timone va in bestia perché dalle povere tasche dell’industriale italiano (secondo lui è l’industriale e non l’operaio attivo che paga con una parte del suo salario) si fanno tirar fuori troppi quattrini e si provocano così gli alti prezzi dei prodotti che non troveranno perciò più acquirenti sul mercato internazionale.

Che cosa propone allora Il Timone per risolvere i due problemi che gli stanno a cuore, cioè quello economico della realizzazione del massimo profitto industriale e quello politico (tener meglio soggetta la classe operaia) dell’assistenza sociale? Una riforma.

Sempre gli stessi, questi borghesi. Quando vogliono la moglie ubriaca e la botte piena invocano sempre la stessa cosa: riforma. Perché allora, non affidate l’amministrazione dei vostri affari al partito di Togliatti che della riforma è il massimo propugnatore?

Questo partito si è assunto il grave compito di guidare la barca capitalista sul maremoto delle agitazioni operaie. Esso vuol riuscirci appunto con l’uso del solo timone: la riforma, pur sapendo che fa acqua da tutte le parti. Chiedete consiglio alle Botteghe Oscure!

Il marittimo