RIUNIONE PUBBLICA
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Lo scontro imperialista: atto finale della crisi del Capitale
I comunisti condannano e si oppongono storicamente a tutte le guerre tra imperialismi, che rappresentano il culmine della degenerazione del mondo capitalista.
Nell’imperialismo, le guerre tra Stati borghesi vedono un unico, solo perdente: il proletariato internazionale.
I comunisti non chiamano i lavoratori a schierarsi per la vittoria dell’uno o dell’altro fronte imperialista, entrambi reazionari e antiproletari.
Hanno sempre atteso e lavorato per la guerra della classe operaia per il comunismo.
Per tutti i partiti borghesi e i falsi comunisti, tuttavia, è irresistibile schierarsi con l’una o l’altra parte; nessuno riesce a elevarsi al di sopra dell’enorme mischia.
Solo chi si schiera completamente dalla parte dei proletari – che non hanno patria né bandiera perché tutte le patrie e tutte le bandiere nazionali sono contro di loro – può permettersi di essere contro entrambe le parti in guerra.
La soluzione alle guerre imperialiste in corso è: contro la borghesia ucraina e contro quella russa; contro la borghesia israeliana e contro quella palestinese. Il che, sul piano pratico, significa essere, in ogni paese, contro la propria borghesia.
La macchina mortale della guerra non si ferma con appelli alla pace, ma con la lotta del proletariato contro la propria classe dominante. Ciò significa rifiutare la «difesa della patria», estendere gli scioperi dalle città all’esercito, unire nella lotta i proletari civili e quelli in divisa, rivolgere le armi non contro i proletari dell’altro paese, ma contro il proprio regime borghese. Come in Russia nell’Ottobre Rosso del 1917: non contro i proletari tedeschi, ma contro il governo borghese di San Pietroburgo e lo zar.
Anche di fronte a un esercito di occupazione, la lotta da condurre è una lotta di classe: scioperi in difesa dei salari e delle condizioni di vita, fino alla rivolta sociale, facendo appello ai proletari civili e in divisa dell’esercito di occupazione, costretti a svolgere funzioni di polizia, affinché si ribellino contro il proprio regime borghese e solidarizzino con la rivolta proletaria del paese occupato. Ciò può avvenire solo respingendo gli appelli dei partiti borghesi a combattere per «cacciare l’invasore» e i loro tipici e infami metodi terroristici, che seminano morte tra i proletari del paese occupante, sia civili che in divisa.
Per l’unione dei proletari russi e ucraini – Per l’unione dei proletari israeliani e palestinesi – Contro le rispettive borghesie nazionali – Per il disfattismo proletario della guerra imperialista
Il Partito Comunista Internazionale
Domenica 12 luglio 2026, ore 20:00 CET, collegarsi a: