Scioperi
Categorie: Democrazia Cristiana, Partito Comunista Italiano
Questo articolo è stato pubblicato in:
Non entreremo anche noi nella polemica sul risultato numerico più o meno positivo dello sciopero generale del 15 u.s. Non è questo che conta. Conta il fatto che uno sciopero «generale» in cui le organizzazioni dirigenti si preoccupano di non turbare il buon funzionamento dei servizi e delle lavorazioni essenziali (forni continui, ecc.) e agiscono sulla piazza solo per ripercuotere la pressione operaia nell’emiciclo parlamentare, uno sciopero di questo genere non preoccupa nessuno e meno che mai gli industriali. D’altronde, che cosa si potrebbe aspettare di diverso da un sindacato di ispirazione D.C., quindi governativa, e da un sindacato P.C.I., cioè diretto da quel Migliore che nel suo rapporto al C.C. del Partito di via delle Botteghe Oscure ha teso le mani a destra e a sinistra, proclamando (viva il dott. Costa!) «che nessuno oggi chiede che si rinunci alla libera iniziativa nel campo economico» e che «noi difendiamo non le posizioni nostre, difendiamo la democrazia e, in definitiva, anche la posizione dei piccoli partiti di centro-sinistra»? Non è neppure più il fronte popolare, quello che sogna don Palmiro, è il fronte nazionale. Lo sciopero è, per lui, un giorno di vacanza della nazione…