I cari ricordi di guerra
Categorie: USA, USSR, World War II
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Nell’ottobre ’43 la guerra infuriava, milioni di proletari si scannavano sui fronti e dietro tutti i fronti. I dirigenti delle due sponde si preparavano a «liberare» i popoli: e brindavano allegramente.
Il capo della missione U.S.A., Magg. Deane, ricorda nella sua Strana Alleanza uno di questi brindisi in cui i «nemici» di oggi – americani e russi – si abbracciavano al coperto di montagne di cadaveri, e faticavano solo, i poveretti, a tagliare i monumenti di gelato.
Leggete, o votati all’austerità e alla liberazione di tutto il mondo:
«Io non avevo mai visto una tavola preparata con tanto lusso: in mezzo c’erano grandi vassoi di argento pieni di frutta fatta venire espressamente dal Caucaso; soltanto nei banchetti ufficiali si vedeva frutta fresca a Mosca. I bicchieri di cristallo, bellissimi, coprivano tutta la gamma dalle coppe per lo champagne ai bicchierini per la vodka. Lungo tutta la tavola correva una fila di bottiglie, ritmate da piatti d’argento pieni di zakouskàs russi, compreso il caviale fresco, grigio, a grana grossa, e quello pressato, nero, solido come catrame; c’erano anche cocomeri in conserva, salmone e storione crudo, fette di prosciutto, salumi, cioccolato avvolto in stagnola multicolore, e le altre leccornie di cui i russi hanno bisogno per stuzzicare l’appetito prima di cominciare il pasto. Le posate erano d’oro massiccio ed i piatti della più bella porcellana che sia mai stata incrostata d’oro. Lo spettacolo era straordinario, e faceva venire in mente la scena del banchetto nel film “Le sei mogli di Enrico VIII”. La colazione fu una sfilata interminabile di piatti, che cominciò con un borsch piuttosto pesante, continuò con un pesce delizioso in salsa olandese, un arrosto con l’insalata e vari altri piatti squisiti, e finì con un enorme monumento di gelato, che presentò problemi vari e difficili ai vari delegati che se ne dovettero servire».
Fuori, patetici appelli erano lanciati alla popolazione civile perché tirasse la cinghia e ai soldati perché offrissero la vita in nome della libertà altrui… di mangiare il gelato.