Australia: l’arbitrato e la Fair Work Commission sono il risultato della collaborazione di classe e uno strumento di repressione contro i lavoratori da parte della borghesia! (pt. 2)
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Traduzioni disponibili:
- Inglese: Arbitration and the Fair Work Commission are the result of class collaboration and tools used by the bourgeoisie to repress workers! (pt. 2)
- Italiano: Australia: l'arbitrato e la Fair Work Commission sono il risultato della collaborazione di classe e uno strumento di repressione contro i lavoratori da parte della borghesia! (pt. 2)
La necessità della Commissione Unificata
A partire dall’Industrial Relations Act del 1988, i due decenni successivi furono un periodo necessariamente prolungato di ripetuti e sostanziali cambiamenti alla legislazione industriale. Di fatto la classe operaia era diventata sempre più passiva: l’adesione ai sindacati era in calo dal picco del 60% raggiunto negli anni ’60, al 20% dei primi anni 2000.
Già con il WorkChoices Act (2005) vi fu un primo tentativo di attacco contro i lavoratori.
Fu dichiarato “la più fondamentale riforma del sistema delle relazioni industriali in oltre 100 anni”. Howard, l’allora primo ministro liberale, disse che si trattava di “un sistema di relazioni sul posto di lavoro più flessibile, più semplice e più equo per l’Australia”. In parole povere, il nuovo organismo era incentrato sul “rafforzamento dell’economia australiana” attraverso l’introduzione di un “sistema più decentralizzato di relazioni sul posto di lavoro “
Ha spostato l’equilibrio dei sindacati verso unità negoziali consolidate per sostenere la contrattazione aziendale, aumentando al contempo la forza dell’apparato statale.
Le organizzazioni dei datori di lavoro, l’ACCI e il Business Council (BCA), dettero il loro pieno sostegno a queste misure e sollecitarono la loro evoluzione verso la deregolamentazione dei diritti dei lavoratori.
Ma dopo la sconfitta dei liberali e a seguito di una significativa mobilitazione contro la nuova legge, il governo laburista eletto di Rudd è propose l’introduzione di un’“alternativa”.
E così, nel 2008, con lo slogan di massa a sostegno della legge sul lavoro “I tuoi diritti sul lavoro meritano di essere votati” (che è stato modificato dallo slogan originale dei lavoratori “… meritano di essere affermati con la lotta”) contro la legge sul lavoro, il governo laburista varò una commissione unificata con un controllo più stretto sulle relazioni industriali.
Centralizzando l’autorità, lo Stato garantiva che le controversie fossero incanalate in un unico canale istituzionale, limitando il rischio che la mobilitazione sfociasse in una lotta aperta. Per le imprese, un unico arbitro nazionale avrebbe ridotto l’incertezza nelle trattative e nelle controversie.
“Questo disegno di legge fornisce un sistema semplice e nazionale di relazioni sul posto di lavoro per tutti gli australiani… un sistema che pone fine all’incertezza, alla confusione e alla divisione del passato e crea la stabilità e la fiducia di cui abbiamo bisogno per il futuro” (Julia Gillard, allora primo ministro, discorso per l’introduzione del Fair Work Bill alla Camera dei Rappresentanti, 2008).
Fondamentale il rafforzamento del ruolo dei sindacati come agenti per l’applicazione delle norme stabilite a livello statale. La nuova legge istituiva il coinvolgimento dello Stato nelle relazioni sempre più atomizzate tra lavoratori e datori di lavoro.
Questa è oggi la legge sul lavoro che copre tutti i lavoratori in Australia.
Essa definisce i seguenti ruoli degli organismi (la FWC e il Fair Work Ombudsman), standard minimi nazionali di occupazione (retribuzione, orario di lavoro, condizioni di lavoro, ecc.), procedure di contrattazione aziendale, procedure di sciopero e il ruolo dell’Ombudsman (difensore civico) nell’applicazione delle sanzioni pecuniarie, oltre ai mezzi per rivolgersi ai tribunali federali per un intervento punitivo.
L’organismo stabilisce innanzitutto in modo esplicito come devono procedere gli accordi industriali (gli accordi di settore/industriali sono stati sospesi e ora sono consentiti solo gli accordi aziendali). Una Commissione supervisiona il ruolo dei sindacati come agenti di contrattazione, che negoziano per conto dei dipendenti con i datori di lavoro i dettagli dell’accordo industriale. Essi devono quindi essere “indipendenti” dai datori di lavoro. Gli accordi industriali possono avere inizio solo dopo la notifica formale e il consenso esplicito del datore di lavoro o attraverso il sostegno della maggioranza (50%+1) dei dipendenti, amministrati e convalidati dalla burocrazia sindacale sotto la supervisione dello Stato. Tale supervisione è condotta dalla Commissione Elettorale (AEC), che gestisce anche le elezioni parlamentari federali e statali. Il rapporto di contrattazione viene quindi consegnato alla FWC, che lo regola e lo supervisiona, per poi effettuare la valutazione finale e ufficializzare l’accordo. Lo Stato funge quindi da garante dei sindacati e da esecutore di tutti gli accordi.
La contrattazione deve inoltre essere condotta in “buona fede” da entrambe le parti e quindi impone che l’azione sindacale sia “equa”. Cosa significa “equa”? Esplicitamente, i dipendenti possono scioperare solo per due motivi: 1) a sostegno delle rivendicazioni contrattuali e 2) in risposta a un’azione del datore di lavoro contro la contrattazione industriale.
Ciò significa che gli scioperi possono avvenire solo se consentiti e rigorosamente solo in relazione alla contrattazione industriale.
La legge vieta quindi, ad esempio: contrattazione collettiva, scioperi di solidarietà, scioperi “politici”, blocchi e scioperi selvaggi. La legge specifica che gli scioperi legali non possono avere luogo se “mettono in pericolo la vita, la sicurezza personale o la salute, o il benessere della popolazione o di parte di essa; o causano danni significativi all’economia australiana o a una parte importante di essa”.
Se ritenuti illegali, la Commissione può emettere ordini di rientro al lavoro nei confronti dei lavoratori in sciopero e il difensore civico può infliggere multe ai leader sindacali o coinvolgere le forze dell’ordine statali. Tuttavia, tali provvedimenti possono essere applicati solo tramite i tribunali federali mediante un’ordinanza ingiuntiva. Una volta ricevuta tale ordinanza, la questione sarà perseguita separatamente come reato penale .
Ai datori di lavoro viene concesso il diritto di licenziare i propri dipendenti previa notifica quando il sindacato ha avviato per la prima volta un’azione sindacale, indipendentemente da quanto sproporzionata possa essere.
Una disposizione relativa alla “data di scadenza nominale” prevede la revisione degli accordi ogni quattro anni (o a intervalli concordati). Una volta approvato, i lavoratori non possono organizzare o intraprendere azioni sindacali relative a qualsiasi questione coperta da tale accordo durante questo intervallo di tempo, salvo autorizzazione della Commissione. Una volta scaduto l’accordo, ne deve essere negoziato uno nuovo che sostituirà quello precedente. In pratica, ciò congela i salari e le condizioni (salvo quanto previsto nell’accordo, che di solito prevede aumenti percentuali annuali) per un massimo di quattro anni, garantendo la “pace industriale” per tutta la durata dell’accordo, e sblocca il diritto di sciopero solo una volta trascorsa la data di scadenza nominale e concordato l’avvio della contrattazione industriale. Ciò rimane valido, a meno che, ancora una volta, non sia consentito dalla Commissione.
Se la contrattazione industriale non può essere approvata, entrambe le parti possono richiedere l’arbitrato in tribunale. Una commissione indipendente, estranea al luogo di lavoro, si riunisce per ascoltare le argomentazioni di entrambe le parti. Una volta avviato questo processo di arbitrato formale, al sindacato è legalmente vietato intraprendere ulteriori azioni sindacali, inclusi scioperi, interruzioni del lavoro o divieti di lavoro straordinario o rallentamenti. La Commissione emette quindi una decisione vincolante, risolvendo effettivamente la controversia e imponendo i termini dell’accordo, che tutte le parti devono rispettare per tutta la durata dell’accordo.
Il tribunale come strumento di repressione della borghesia
Questo è lo stato attuale delle relazioni sindacali in Australia. I lavoratori possono lavorare solo quando i datori di lavoro lo consentono e possono scioperare solo quando la commissione lo consente.
Come abbiamo osservato nel nostro recente (TIC#5):
“La legge [Fair Work] ha imposto severe restrizioni alle trattative salariali e ha drasticamente limitato le azioni sindacali, criminalizzando di fatto la maggior parte delle strategie di sciopero e amplificando i vantaggi dei datori di lavoro… il peggioramento del tenore di vita del proletariato australiano non è il risultato di una cattiva gestione da parte di pochi, né è un fallimento del governo. È invece il sottoprodotto delle contraddizioni assolutamente inevitabili all’interno del sistema capitalista, in cui l’ordine borghese si oppone direttamente agli obiettivi immediati e storici del proletariato“.
Solo di recente sono state intraprese azioni più serie contro la commissione. Prendiamo un caso del 2024 per mostrare la strada da seguire ai lavoratori.
Il 21 novembre 2024, 1800 lavoratori di Woolworths e Lineage hanno dato il via a scioperi a tempo indeterminato in cinque centri di distribuzione e unità di refrigerazione. La strategia era quella di allineare le trattative contrattuali aziendali tra i cinque centri durante le festività natalizie per chiedere: un aumento salariale del 25% indicizzato all’inflazione e modifiche alla produttività AI. Questo sistema valuta i lavoratori in base a un parametro di velocità, in base al quale i capi possono punire e licenziare coloro che non raggiungono gli obiettivi.
Woolworths (insieme a Coles) detiene il 37% del mercato alimentare del Paese. I lavoratori in sciopero sono riusciti a bloccare il 75% della produzione di Woolworths. In particolare, il magazzino di Dandenong South ha visto 200 lavoratori in sciopero. Esso è responsabile del 40% della produzione di Woolworths. È interessante notare che Woolworths ha trasferito questo magazzino da Hume,dove era fortemente sindacalizzato, eliminando 700 posti di lavoro ”, con un tasso di occupazione ora dimezzato nella nuova sede. Il magazzino di Dandenong ha visto l’85% della forza lavoro iscriversi all’United Workers Union (UWU) sin dalla sua apertura. Solo 10 lavoratori erano iscritti alla Shop, Distributive, and Allied Employees Association (SDA), un sindacato notoriamente giallo.
Nonostante la preponderanza dell’UWU, solo un piccolo gruppo di lavoratori militanti non collegati (non iscritti all’UWU o alla SDA) si è impegnato nel picchettaggio. Il sindacato ha infatti ritirato abbastanza rapidamente il suo sostegno ufficiale (consigliando ai picchettatori di evitare “atti illegali”) e ha avviato intense trattative con il datore di lavoro.
Le tattiche antisciopero di Woolworths sono degne di nota. Hanno chiuso fuori i lavoratori, eretto dissuasori sul vialetto principale e installato guardie di sicurezza che riferivano i movimenti dei lavoratori e dei sostenitori alla direzione, la quale poteva avvisare un’agenzia di lavoro interinale (Programmed) di trasportare i crumiri quando la sicurezza avesse segnalato una possibilità di varchi nel picchetto.
Inoltre, per tutta la durata dell’azione, i lavoratori e i sostenitori erano segnalati e sorvegliati dalla polizia,
La FWC si è pronunciata contro i lavoratori, sostenendo che l’UWU non stava negoziando in “buona fede” con Woolworths e che i picchetti erano “ostacolanti” e compromettevano il processo di negoziazione. La sentenza ha ritenuto illegale il picchetto.
Gli scioperanti, , hanno comunque condotto azioni “illegali”, senza il sostegno del sindacato, respingendo i camion dei rifornimenti e i crumiri che volevano entrare al lavoro
Woolworths, a sostegno della Commissione, il cui ordine di “ritorno al lavoro” non era stato rispettato dai lavoratori in sciopero aveva chiesto l’esecuzione alla Corte Federale. Notificando agli scioperanti un’ingiunzione federale, ciò avrebbe consentito alla polizia di allontanare gli scioperanti con la forza.
La maggior parte dei lavoratori dell’UWU coinvolti in questa vicenda sono stati spinti dal sindacato a stare lontani dal picchetto. Anche se l’ingiunzione era ancora in sospeso, per molti sembrava già essere stata notificata, in attesa di essere eseguita dalla polizia.
Prevedendo che la polizia avrebbe disperso il picchetto, alcuni scioperanti hanno deciso di rimanere, rischiando arresti e multe. Ma all’ultimo minuto è stato raggiunto un accordo tra l’UWU e Woolworths (e il suo sindacato aziendale, SDA).
I lavoratori hanno alfine votato per accettare un accordo che prevedeva un aumento salariale dell’11% circa in tre anni, insieme ad alcuni pagamenti in contanti e buoni regalo ai lavoratori.
I lavoratori, se vogliono imparare da questo evento, devono abbandonare ogni fiducia nel potere della Commissione. Inoltre, deve essere eliminata la conformità feticistica imposta al sindacato affinché mantenga negoziati “in buona fede” con gli sfruttatori. Questi traditori e agenti del capitale che si conformano allo Stato quando i padroni lo richiedono devono essere eliminati dai sindacati e sostituiti con una base forte che comprenda intrinsecamente il deterioramento delle condizioni di vita e la necessità della lotta politica.
Continuiamo a vedere scenari simili. In tutti i settori, anche le piccole controversie continuano a mettere in luce il ruolo della Commissione. I minatori nella controversia di Longford hanno organizzato picchetti quando la commissione ha ordinato loro di non farlo e, quando lo hanno fatto (per oltre 700 giorni), hanno ricevuto multe per oltre un milione di dollari nei confronti del sindacato e dei leader sindacali stessi per pratiche “sleali” come i blocchi,.
Un altro caso è quello dei lavoratori portuali Hutchison sindacalizzati dalla MUA, ai quali è stato detto di non picchettare dopo essere stati licenziati tramite un messaggio di testo. Hanno picchettato, lasciando le navi piene nella baia, rifiutando il movimento dei camion, e hanno scioperato per 5 giorni prima che la Commissione tornasse e costringesse l’azienda a riassumere i lavoratori. Anche in questo caso, ai lavoratori ferroviari iscritti al sindacato RTBU Sydney 2018 e nel 2024 è stato detto di non scioperare perché avrebbe causato danni significativi all’economia di Sydney, con il sindacato che ha acconsentito per paura delle multe e ha avviato negoziati con il governo.
Con questo in mente, vediamo alcuni primi passi verso un rafforzamento del tribunale.
Quest’ultima mossa è stata una scusa contro il Sindacato dei Lavoratori dell’Edilizia, della Silvicoltura e del Settore Marittimo (CFMEU). Nel 2024, un’indagine “indipendente” ha scoperto che il sindacato era stato coinvolto in attività illegali di gang e agitazioni sul posto di lavoro contro i lavoratori non sindacalizzati e la direzione. Il governo ha introdotto il Fair Work Bill (2024), per porre fine alle presunte accuse di corruzione e “gioco sleale”.
È interessante notare che il disegno di legge era in fase di elaborazione presumibilmente prima dell’inizio dell’indagine…
Il disegno di legge ha modificato la legge del 2008 per dare alla commissione la possibilità di rovesciare il sindacato e sostituirne la leadership. Si tratta di una delle azioni più severe intraprese dal governo australiano contro un sindacato negli ultimi decenni. Ora che questo disegno di legge è stato approvato, costituisce un precedente per futuri attacchi ancora più violenti.
Perché il CFMEU? Data l’inevitabile intensificazione delle contraddizioni di classe, i lavoratori si militarizzeranno progressivamente e si agiteranno man mano che le loro condizioni di vita peggioreranno, assumendo una lotta politica. I membri del CFMEU sono i più evidenti in questo processo. Al contrario, l’UWU si è rapidamente schierato con la FWC nel caso Woolworths. I membri più militanti del CFMEU, consapevoli degli interessi opposti della sua leadership opportunistica, potrebbero averli alla fine estromessi per una rappresentanza adeguata delle loro rivendicazioni di classe.
Per la base sindacale, i crescenti interessi contrapposti dei suoi leader e la ricerca di capri espiatori nei poveri accordi aziendali contro il governo cominciarono a diventare sempre più intollerabili. Invece di denunciare lo Stato, il sindacato agì come garante della pace sociale, chiedendo una migliore amministrazione da parte del governo. In questo modo, legò i suoi membri al destino dell’economia nazionale e all’illusione riformista che il sistema potesse essere corretto. Pertanto, con l’aumento delle rivendicazioni economiche dei propri membri, la difesa disperata del loro tenore di vita avrebbe rivelato il contenuto sovversivo della loro leadership e la necessità di prendere le armi politiche. Nella sua fase più avanzata, il capitalismo-imperialismo acuisce inevitabilmente la coscienza politica, poiché il suo stesso sviluppo si scontra direttamente con le fondamenta dell’ordine borghese.
Cercando necessariamente una scusa per espandere i propri poteri e frenare il processo militante del sindacato, il tribunale ha rimosso i leader. Ha limitato la possibilità di portare i lavoratori sul terreno politico reale, poiché ora cercano invece di ripristinare la loro leadership “rubata” attraverso i tribunali.
Il tribunale ha limitato una possibile minaccia, ma allo stesso tempo si è rafforzato per casi simili in futuro.
Saranno i prossimi anni di aggravamento della crisi economica a dissipare queste illusioni dello Stato in generale e a costringere ancora una volta le masse proletarie ad affrontare la dura realtà della società capitalista: la diminuzione del potere d’acquisto dei salari, la perdita di posti di lavoro, l’insicurezza, la povertà.
La fase di crescita continua dei profitti capitalistici si è esaurita. In Australia assistiamo a un calo persistente della produzione. Ciò, tra inevitabili alti e bassi, segna il calo costante e progressivo del tasso di profitto. Pertanto, poiché lo Stato sostiene sempre più il debito privato e taglia necessariamente i programmi sociali, una forza acuta della borghesia comprimerà le condizioni di vita dei lavoratori.